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La fanteria leggera del made in Piemonte

23 aprile 2015 / redazione

Nel suo capannone sul Lago d’Orta, Katia assembla rubinetti per camper e barche, e contemporaneamente realizza con un orafo un rubinetto gioiello che fa sognare gli sceicchi nelle grandi fiere internazionali. Roberto, tra i vigneti del Roero, produce un Barolo che esporta in mezzo mondo e la sera intrattiene gli ospiti nel suo agriturismo relais. Enzo, dalla raccolta e trasformazione dei tappi di sughero usati produce materiali per la bioedilizia che vende on line. Donato investe in macchinari più efficienti e innovativi, per dare nuove chance all’impresa che fa meccanica di precisione del padre, nata nel garage di casa a Novara. Sono i protagonisti della ricerca Made in Italy. Specialità piemontese, che Torino Nord Ovest ha scritto su incarico di Unipol, provando a fare una fotografia del mondo in cui si incrociano comparti con filiere, eccellenze con tessuti imprenditoriali localizzati, tradizioni artigianali con business globali.

Rendicontare sociale

1 agosto 2014 / redazione

È difficile trovare una definizione che tracci confini precisi al concetto di responsabilità sociale. Molti ne parlano e lo associano sempre più spesso allo sviluppo sostenibile, alla creazione di valore condiviso, all’eliminazione della povertà e all’inclusione sociale. Questa fluidità è aiutata dalla crescente disillusione relativa al paradigma economico dominante e al crescente successo delle teorizzazioni di un nuovo modello economico, che tenta di rilanciare la crescita potenziando alcuni settori produttivi con minor impatto ambientale e sociale. Come è emerso dalla Conferenza Rio+20 delle Nazioni Unite del 2012, lo sviluppo sostenibile è considerato un’opportunità per uscire dalla crisi economica mondiale. La Commissione Europea definisce la responsabilità sociale delle imprese (Corporate Social Responsability) come “la responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”.

L’automobile snella

16 dicembre 2013 / Annalisa Magone

Samec è una piccola impresa torinese con 20 dipendenti. Produce sistemi automatici asservimento macchine operatrici e lavora anche per il comparto automotive. Spesso Gaskets produce guarnizioni per motori e i relativi kit, ha 80 dipendenti e una forte predisposizione all’export. Sinterleghe è un’azienda di Verbania, ha 12 dipendenti, ma esporta in 38 paesi i suoi ravvivatori. Brc è un’impresa di Cherasco con 900 dipendenti che produce impianti di energia alternativa (Gpl e metano). Quattro soggetti diversi per dimensione, mercato, articolazione organizzativa, anzianità, che tuttavia hanno un tratto comune: tutte hanno avviato un profondo processo d’innovazione organizzativa che le sta lentamente trasformando in imprese snelle. Sono alcune delle quindici imprese coinvolte nella ricerca Lean production e automotive. Opportunità per le imprese e competitività del sistema torinese, realizzata da Torino Nord Ovest nel 2013 su incarico della Provincia di Torino – Assessorato al lavoro, e da poco presentata.

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Imprese del Made in Italy in Piemonte

L'INTERVISTA /

Marisa Parmigiani

di Annalisa Magone

Ritengo ormai superata la fase in cui la responsabilità sociale si misurava attraverso il calcolo della redistribuzione che l’impresa garantiva, perché oggi discutiamo invece di come la responsabilità e la sostenibilità si collocano rispetto al posizionamento dell’impresa e dei suoi processi innovativi. Ma per completare la mutazione occorre un cambiamento culturale, non soltanto in chi si occupa di responsabilità sociale dentro le imprese ma soprattutto in chi si trova a capo delle imprese. Il cambiamento diviene visibile quando cambia il processo decisionale che guida le scelte delle organizzazioni, così gli elementi costitutivi della sostenibilità divengono parte integrante della elaborazione di chi prende le decisioni. Deve cambiare la vista.